mercoledì 20 aprile 2016

quarto e quinto viaggio (fourth and fifth trip) / prima parte - first part


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italian/english version


sono Gli ultimi testi . Li pubblichiamo in più parti, che ci sono venuti lunghi - This are the  last  texts . We Publish them in multiple parts , that they have a long  way 
Il fine del nuovo

Forse con più timore pronunciate voi la sentenza contro di me,
di quanto ne provi io a riceverla
Giordano Bruno


Assisteremo, in questi secondi momenti,
alla nostra personalità
Giovanni Trapattoni (Italia-Spagna)

Se questo nostro testo fosse un viaggio, lo sarebbe con la semplicità e l' inconsapevolezza in cui in 1Q84, il romanzo di Murakami Haruki, si passa da un mondo all'altro. Più che romanzo, una narrazione. Riteniamo, infatti, che, tra i due, la narrazione sia più discreta , cerca di scomparire dopo essere stata pronunciata, non vuole eternarsi come il romanzo. Come dice W.Benjamin “da un lato il senso della vita, dall'altro la morale della storia”. Così noi racconteremo il meraviglioso incontrato nel nostro cammino, non la sua base psicologica o la sua spiegazione scientifica, che lo riporterebbero nell'opaco dei dettami del Bene/Padre/Sole/Capitale, da cui invece tenteremo di allontanarci per evitare che il nostro parlare ci riporti ai consueti rapporti di forza donati dal Mercato nel quale viviamo.

Dunque, in 1Q84 Aomame, una dei protagonisti, si ritrova un giorno del tutto casualmente bloccata dal traffico in un'autostrada di Tokyo. Il Taxista, incredibilmente, vista la sua fretta (ha appena ucciso un uomo che se lo meritava) le consiglia di scendere attraverso una scaletta di servizio dal ponte su cui si trovano per raggiungere una via più libera. Eppure alla fine della scala, superati alcuni ostacoli, Aomame si troverà in un altro mondo, individuato da piccoli segni. Ci sono due lune, un cartello pubblicitario messo al contrario, ma soprattutto cambiano le forze in campo. Cioè a regolare questo strano Giappone stanno i Little people, con tanto di setta a cui parlano silenziosamente, e la forza a loro antagonista. Nessuna delle due può essere chiamata bene o male, s'affrontano in mille episodi che sono percepiti solo da chi ne sia consapevole. Il nostro ambiguo viaggio per prendere le distanze dal B/P/S/C , lontano dai suoi significanti amministrati dal Mercato non può che essere così, leggero e casuale. Già ad affrontare delle prove ritorneremmo sotto il suo cappello, ci sforzeremmo per superarle, riportando i significati con noi. Riempiendo, di nuovo, il nostro inconscio ormai necessariamente vuoto, o meglio appaltato, d'un linguaggio che non è il nostro. Risaliremmo la scalinata attraverso catene di desiderio, senza abbandonarci al nuovo piacere.

I primi scalini che scendiamo, invece, sono alcune parole (Parole) imprescindibili anni fa. Non per chi s'occupasse di motori trifase, ma se qualcuno s'aggirava nell'ambito dell'arte, nelle periferie, si sarebbe sicuramente scontrato con Paradossale, Contemporaneo, Storicizzato, Surreale. Un pessimo gin tonic poteva essere paradossale, storicizzato era un modo per eliminare un artista dalla discussione. Chiunque fosse. La gergalità come accesso scomposto ad una comunità. Ma la ripetizione ossessiva non produce un significante e difatti il primo scalino era spesso proprio un gin tonic. In questo 2K16 ci permettiamo un'operazione che in quell'altro mondo sarebbe stata tacciata come Storicizzata, citando Salvatore Settis che parla di cultura classica : “Meno sappiamo il greco e il latino, meno leggiamo quella letteratura, e più parliamo di greci e romani, ma in modo sempre più sclerotizzato, convenzionale, morto”. Cioè, paradossalmente (Dio ci perdoni) più svuotiamo ciò che citiamo, che diciamo, di senso, più lo mettiamo, confusamente, sopra un piedistallo che diremo universale (Universale).