domenica 29 maggio 2016

seconda parte - second part/quarto e quinto viaggio (fourth and fifth trip)

italian/english version
Testi per la mostra : "La fine del Nuovo". Si può leggere da solo, ma meglio se assieme alla prima parte.
text for the exibition :  "the end of the new". it would be better to read it after the first part


Di nuovo? La fine

Quel che fin'ora mi ha fatto
soffrire è d'aver rifiutato il vuoto
A. Artaud – Nuove rivelazioni sull'essere

Sappi che non finirà tanto presto,
e che non sentirai piacere.
300

In questo nostro viaggio arriviamo dove finisce la mappa. Sul confine (non Margine che è abusato) tra le cose che pensiamo un po' di sapere, che ci portiamo dietro discretamente, e quelle su cui alla fine non possiamo che azzardare. Teniamo prudentemente un piede al di qua e uno al di là, anche se questo Confine, in sé, ci pare troppo caricato di senso dai secoli trascorsi. Forse è meglio dire che affrontiamo un soggettile, nel senso di Artaud, che è qualsiasi cosa, tutto e il resto, ciò che è senza esserlo (Derridà). Senza voler esserlo diremmo noi.

E proprio qui ci chiediamo sommessamente: esiste ancora una tensione tra il Corpo, tra i corpi, e l'organizzazione dei rapporti sociali? In fondo molti di noi sono giunti fin qua seguendo una linea che ancora s'orientava in base ad un corpo che si poneva come ultimo baluardo irriducibile, che in qualche modo si ribellava alle imposizioni dell'organizzazione umana che voleva uniformarlo.
Una via aperta da Platone, su su fino al Beato Angelico del Cristo incoronato di spine (1450) arrivando a Bruce Nauman. Il corpo che esibisce le sue ferite, compreso eppure distaccato dal racconto del Mercato, dei mercati. Pensiamo al Beato Angelico. Il suo Cristo è sì in posa iconica, frontale, immobile, eternabile, ma porta su di sé ferite umanissime che grondano sangue copioso e addolorato, i suoi occhi sono rossi di sofferenza. Insomma i suoi liquidi corporei si ribellano a tutta questa eternità, a tutta questo divino che gli viene fornito dalla sua posa. Le nostre ultime guide su questo sentiero potrebbero essere Bruce Nauman, Vito Acconci, Gina Pane una volta che abbiamo voltato le spalle all' azionismo viennese. Ci si ferisce, dunque, si fa penitenza oppure il suo opposto, si rinuncia al cibo, ci si taglia, si sparge il sangue, usiamo lame e lamette, si rendono visibili sulla nostra carne esplicitamente le oppressioni, le nevrosi, i tabù imposti dalle società. Ma chi ci accoglie, sornione, è Ron Athley, che nella serie delle sue foto del 2000, si dispone languidamente coperto di siringhe su un bel broccato, la luce certamente è quella giusta.

martedì 17 maggio 2016

dove esponiamo ora/ where we exhibit now

Non esponiamo, effettivamente. Ma il testo che abbiamo pubblicato nel precedente post, l'anticipazione del quarto e quinto viaggio, fa parte di quello più lungo che abbiamo preparato per il catalogo della mostra .
S'inaugura in provincia di Udine :
21 maggio Villa Manin , Villa Ottelio Savorgnan





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